Venezia - La piazza nella storia

visita virtuale Piazza San Marco Venezia

Passeggiare per Piazza San Marco e' un esperienza che tutti nella vita desiderano provare almeno una volta, tra il suono delle orchestrine dei caffè più antichi al mondo e all'ombra del campanile di piazza san marco. Da oggi grazie alla visita virtuale che l' Associazione Piazza San Marco ha realizzato con l'aiuto di Web-Lab Venezia, è possibile da qualsiasi parte del mondo immergersi in questa atmosfera ed esplorare liberamente tutti i particolari della Piazza San Marco.

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LA PIAZZA NELLA STORIA

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Piazza San Marco nel XV secolo

Il quadro di Gentile Bellini, di notevoli dimensioni (373x745 cm), è una delle più celebri rappresentazioni di Piazza San Marco. Venne eseguita nel 1496 e ricorda il trasporto in processione della reliquia della Croce di Cristo conservata nella Scuola Grande di San Giovanni Evangelista....

Piazza San Marco nel XV secolo

Il quadro di Gentile Bellini, di notevoli dimensioni (373x745 cm), è una delle più celebri rappresentazioni di Piazza San Marco. Venne eseguita nel 1496 e ricorda il trasporto in processione della reliquia della Croce di Cristo conservata nella Scuola Grande di San Giovanni Evangelista. Era questo un avvenimento estremamente significativo per l'importanza sociale, politica e religiosa della Scuola e di Venezia tutta. La reliquia, "Particula del legno della Croce", fu donata alla Scuola nel 1369 da Filippo de' Mérzières, Gran Cancellire del regno di Cipro e Gerusalemme, che l'aveva a sua volta ricevuta in dono da San Pietro Tommaso, Patriarca di Costantinopoli.

 

 

Il giro del Doge "in pozzetto"

Il giorno dell'incoronazione il Doge, dopo aver prestato giuramento in San Marco, saliva su una lunga portantina ornata al centro da una sedia a forma di pozzo ("il pozzetto"). Veniva quindi trasportato dai marinai dell'Arsenale in giro per la Piazza, in mezzo al popolo. Ai lati egli aveva...

Il giro del Doge "in pozzetto"

Il giorno dell'incoronazione il Doge, dopo aver prestato giuramento in San Marco, saliva su una lunga portantina ornata al centro da una sedia a forma di pozzo ("il pozzetto"). Veniva quindi trasportato dai marinai dell'Arsenale in giro per la Piazza, in mezzo al popolo.
Ai lati egli aveva due recipienti pieni di monete di rame e d'argento, coniate espressamente e tratte dalle sue personali sostanze, che gettava a piene mani alla folla acclamante.
La Costituzione stabiliva il minimo (150 ducati) e il massimo (500 ducati) che il Doge poteva elargire, in quanto doveva dimostrarsi nè troppo economo nè troppo dispendioso.
La stampa è tratta da un'incisione di Giacomo Franco (1550-1620).

 

 

Arruolamento dei marinai in Piazzetta

La Repubblica fabbricava le galee del traffico mercantile più importante, le armava, le guarniva di marinai e di soldati e poi le metteva all'asta, dandole al maggior offerente. Al ritorno "il legno" era restituito. Le ciurme delle galee erano scelte nel dogado tra gli uomini dai 16 ai 50...

Arruolamento dei marinai in Piazzetta

La Repubblica fabbricava le galee del traffico mercantile più importante, le armava, le guarniva di marinai e di soldati e poi le metteva all'asta, dandole al maggior offerente.
Al ritorno "il legno" era restituito.
Le ciurme delle galee erano scelte nel dogado tra gli uomini dai 16 ai 50 anni. Ai remi stavano i forzati.
Nell'incisione di Giacomo Franco (1550-1620) è illustrata la cerimonia con cui si assoldavano le milizie.

 

 

La caccia dei tori

La caccia dei tori, in realtà dei buoi, era consentita di solito nel periodo di Carnevale e con il permesso del Consiglio dei Dieci. I tori erano assaliti da cani ammaestrati, mentre erano tenuti dai "tiratori", la cui abilità consisteva nell'aiutare il bovino a sottrarsi all'assalto dei...

La caccia dei tori

La caccia dei tori, in realtà dei buoi, era consentita di solito nel periodo di Carnevale e con il permesso del Consiglio dei Dieci.
I tori erano assaliti da cani ammaestrati, mentre erano tenuti dai "tiratori", la cui abilità consisteva nell'aiutare il bovino a sottrarsi all'assalto dei cani.
La stampa è tratta da un'incisione del Cadorin del XVII secolo

 

 

 

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