Venezia - La piazza nella storia

visita virtuale Piazza San Marco Venezia

Passeggiare per Piazza San Marco e' un esperienza che tutti nella vita desiderano provare almeno una volta, tra il suono delle orchestrine dei caffè più antichi al mondo e all'ombra del campanile di piazza san marco. Da oggi grazie alla visita virtuale che l' Associazione Piazza San Marco ha realizzato con l'aiuto di Web-Lab Venezia, è possibile da qualsiasi parte del mondo immergersi in questa atmosfera ed esplorare liberamente tutti i particolari della Piazza San Marco.

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LA PIAZZA NELLA STORIA

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Piazza San Marco è il millenario centro di Venezia. Essa per secoli ha rappresentato il perfetto equilibrio tra il ‘potere politico’ e il ‘potere religioso’ della Serenissima Repubblica ed è stata anche il teatro degli eventi più significativi della storia della Città.

Qui di seguito, caro visitatore, potrai ripercorrere alcuni di tali eventi dall’XI al XX secolo.

 

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Associazione Piazza San Marco - Pagina successiva

15 luglio 1989: il concerto dei Pink Floyd e il disastro nella Piazza

La sera del 15 luglio 1989, per la festa del Redentore, lo storico gruppo rock inglese dei Pink Floyd tenne un concerto in bacino di San Marco di fronte al Palazzo Ducale su di un palco galleggiante alto 24 metri e trainato da una chiatta di 90 metri per 30. Venezia fu invasa da più di duecentomila persone: una marea di gente che sconvolse la città dimostrando la sua incapacità a sostenere manifestazioni di questa portata. Mancavano tutti i servizi essenziali (sicurezza, igiene, pronto soccorso) e la maggior parte dei bar e locali...

15 luglio 1989: il concerto dei Pink Floyd e il disastro nella Piazza

La sera del 15 luglio 1989, per la festa del Redentore, lo storico gruppo rock inglese dei Pink Floyd tenne un concerto in bacino di San Marco di fronte al Palazzo Ducale su di un palco galleggiante alto 24 metri e trainato da una chiatta di 90 metri per 30. Venezia fu invasa da più di duecentomila persone: una marea di gente che sconvolse la città dimostrando la sua incapacità a sostenere manifestazioni di questa portata. Mancavano tutti i servizi essenziali (sicurezza, igiene, pronto soccorso) e la maggior parte dei bar e locali pubblici a fronte di questa invasione aveva chiuso i battenti dopo aver saputo che le forze dell’ordine non erano in grado di garantire la sicurezza. Così la città fu coperta di escrementi e tonnellate di rifiuti. Le calli e i campielli trasformati in bagni a cielo aperto e la Piazza San Marco in una grande discarica. Le polemiche all’indomani del concerto e dell’uso della città per eventi di questo tipo furono roventi sia a livello locale e sia a livello nazionale e aprirono un approfondito esame sulle future modalità di utilizzo dell’intera area marciana.
Di seguito un video che evidenzia il post concerto e la situazione dell'area marciana.

VIDEO

 

 

Alluvione del 4 novembre 1966: Piazza San Marco sommersa d’acqua

Alle 22 del 3 novembre 1966 l’acqua alta invade Venezia con raro impeto. Alle 5 del mattino successivo, dovrebbe ritirarsi seguendo la regola del flusso e riflusso mareale. Così non è, e verso mezzogiorno, con la nuova ondata di marea, l’allagamento viene ulteriormente alimentato: saltano luce, gas, telefoni. La regione è sconvolta dalle piene dei fiumi che scendono tumultuosamente a valle. La penisola del Cavallino e l’isola di Sant’Erasmo sono sommerse dal mare e battute dalle onde, nell’Isola di Pellestrina i marosi...

Alluvione del 4 novembre 1966: Piazza San Marco sommersa d’acqua

Alle 22 del 3 novembre 1966 l’acqua alta invade Venezia con raro impeto. Alle 5 del mattino successivo, dovrebbe ritirarsi seguendo la regola del flusso e riflusso mareale. Così non è, e verso mezzogiorno, con la nuova ondata di marea, l’allagamento viene ulteriormente alimentato: saltano luce, gas, telefoni. La regione è sconvolta dalle piene dei fiumi che scendono tumultuosamente a valle. La penisola del Cavallino e l’isola di Sant’Erasmo sono sommerse dal mare e battute dalle onde, nell’Isola di Pellestrina i marosi irrompono dalle falle aperte nei murazzi, secolari difese a mare della città, invadono gli abitati, si congiungono anche per questa via con le acque lagunari. Le immagini di Piazza San Marco sommersa dalle acque e battuta dalle onde fanno il giro di tutto il mondo. Alle 18 del 4 novembre l’acqua, ancora una volta, dovrebbe ritirarsi secondo il ritmo delle maree, ma non avviene: soltanto verso le 21, cambiato il vento, l’acqua defluisce violentemente, come una fiumana. Un metro e novantaquattro centimetri di altezza sopra il livello medio marino: un livello mai raggiunto. Per pochi centimetri la città e tutte le sue bellezze storiche ed artistiche avevano rischiato di essere spazzate via dalla furia del mare.
Di seguito è visibile il telegiornale della Radio Televisione Italiana (RAI) dell’epoca con in apertura le drammatiche immagini che giungono da Venezia e che riprendono una Piazza San Marco spazzata dalle onde del mare.

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29 aprile 1945: Venezia liberata

Nella notte del 27 aprile 1945 anche Venezia, dopo altre città del nord d’Italia, insorgeva contro le truppe di occupazione nazi-fasciste. I prigionieri politici riuscivano a fuggire dal carcere di Santa Maria Maggiore di Venezia ed unirsi ai partigiani nella lotta per la liberazione. Il 28 aprile si combatteva in piazzale Roma e in Marittima, due punti chiave di Venezia: ovvero la possibilità di fuga via terra e via mare per le truppe di occupazione ormai in rotta anche in altre città del nord, incalzate dagli alleati....

29 aprile 1945: Venezia liberata

Nella notte del 27 aprile 1945 anche Venezia, dopo altre città del nord d’Italia, insorgeva contro le truppe di occupazione nazi-fasciste. I prigionieri politici riuscivano a fuggire dal carcere di Santa Maria Maggiore di Venezia ed unirsi ai partigiani nella lotta per la liberazione. Il 28 aprile si combatteva in piazzale Roma e in Marittima, due punti chiave di Venezia: ovvero la possibilità di fuga via terra e via mare per le truppe di occupazione ormai in rotta anche in altre città del nord, incalzate dagli alleati. Scaramucce e sparatorie avvenivano in varie parti della città, le isole minori venivano liberate mentre all’Hotel Regina si trattava la resa. Alle 4 del mattino del 29 aprile la resa veniva firmata alla presenza del capo missione inglese e il 30 aprile la città era completamente liberata. Le forze alleate entravano in città e ancora una volta una Piazza San Marco festante e gremita di gente diventava il simbolo della ritrovata libertà.

 

 

Piazza San Marco nel 1934 ospita lo storico incontro fra Hitler e Mussolini

Il 13 e 14 giugno 1934 prima Villa Pisani a Stra e poi Piazza San Marco a Venezia ospitano lo storico incontro fra Hitler e Mussolini. Cinque anni dopo, il 1º settembre 1939, con l'invasione della Polonia da parte della Germania, sarebbe iniziata la seconda guerra mondiale. Di seguito il video che rappresenta un documento storico dell’evento con una Piazza San Marco gremita ed esultante. ...

Piazza San Marco nel 1934 ospita lo storico incontro fra Hitler e Mussolini

Il 13 e 14 giugno 1934 prima Villa Pisani a Stra e poi Piazza San Marco a Venezia ospitano lo storico incontro fra Hitler e Mussolini. Cinque anni dopo, il 1º settembre 1939, con l'invasione della Polonia da parte della Germania, sarebbe iniziata la seconda guerra mondiale.

Di seguito il video che rappresenta un documento storico dell’evento con una Piazza San Marco gremita ed esultante.

VIDEO

 

 

Venezia e la Piazza durante la “Grande Guerra” (1915 – 1918)

Nemmeno Venezia e i suoi monumenti furono risparmiati dai bombardamenti nel primo conflitto mondiale. Il primo bombardamento coincide col primo giorno di guerra, il 24 maggio 1915. Ne seguiranno altri quarantuno per un totale di 1029 bombe (300 solo durante quello della notte tra 26 e 27 febbraio 1918) che causeranno 52 morti e 84 feriti. Durante la guerra furono messe in campo complesse attività ed interventi di protezione preventiva dei monumenti e delle bellezze storiche della città. Interventi che prevedevano ad...

Venezia e la Piazza durante la “Grande Guerra” (1915 – 1918)

Nemmeno Venezia e i suoi monumenti furono risparmiati dai bombardamenti nel primo conflitto mondiale. Il primo bombardamento coincide col primo giorno di guerra, il 24 maggio 1915. Ne seguiranno altri quarantuno per un totale di 1029 bombe (300 solo durante quello della notte tra 26 e 27 febbraio 1918) che causeranno 52 morti e 84 feriti. Durante la guerra furono messe in campo complesse attività ed interventi di protezione preventiva dei monumenti e delle bellezze storiche della città. Interventi che prevedevano ad esempio il posizionamento di travi di legno a chiudere completamente la facciata della Basilica di San Marco oppure sacchi di sabbia e protezioni murarie e lignee intorno al Palazzo Ducale. Durante il conflitto, Piazza San Marco fu spesso sede di diverse parate militari come dimostra l’opera che si riporta in foto di Anselmo Bucci “Il Liston di guerra”.

 

 

Il crollo del campanile

Nel luglio del 1902 sulla parete nord della costruzione venne segnalata la presenza di una pericolosa fenditura che nei giorni seguenti aumentò di dimensioni fino a che, la mattina di lunedi 14 luglio alle 9.47 il campanile crollò (altre fonti indicano le 9.52 come l'ora del crollo). Non ci furono vittime e, vista la posizione della costruzione, i danni furono relativamente limitati. Venne distrutta completamente la loggetta alla base del campanile e un angolo della libreria del Sansovino. La "piera del bando", un tozzo...

Il crollo del campanile

Nel luglio del 1902 sulla parete nord della costruzione venne segnalata la presenza di una pericolosa fenditura che nei giorni seguenti aumentò di dimensioni fino a che, la mattina di lunedi 14 luglio alle 9.47 il campanile crollò (altre fonti indicano le 9.52 come l'ora del crollo).

Non ci furono vittime e, vista la posizione della costruzione, i danni furono relativamente limitati. Venne distrutta completamente la loggetta alla base del campanile e un angolo della libreria del Sansovino. La "piera del bando", un tozzo tronco di colonna in porfido, su cui al tempo della repubblica venivano bandite le leggi, protesse dalla macerie l'angolo della basilica di San Marco, salvandola dal crollo. Nella serata il consiglio comunale, riunito d'urgenza, ne deliberò la ricostruzione stanziando 500.000 Lire per contribuire ai lavori. Il sindaco Filippo Grimani durante il discorso in occasione della posa della prima pietra, il 25 aprile 1903, pronunziò più volte la famosa frase «dov'era e com'era» che diventerà il motto di questa ricostruzione.
I lavori durarono fino al 6 marzo 1912 e il nuovo campanile venne inaugurato il 25 aprile 1912, in occasione della festa di San Marco.

 

 

Il padiglione della tombola

Ogni anno, in una serata d'estate, la Piazza si affollava per la tombola. In questa foto della fine del 1800, è rapresentato il padiglione in cui si estraevano i numeri e si proclamavano le vincite. ...

Il padiglione della tombola

Ogni anno, in una serata d'estate, la Piazza si affollava per la tombola. In questa foto della fine del 1800, è rapresentato il padiglione in cui si estraevano i numeri e si proclamavano le vincite.

 

 

La fontana in Piazza

Il 23 giugno 1884 una fontana fu costruita in Piazza per festeggiare l'inaugurazione dell'acquedotto che portava dalla terraferma l'acqua potabile nelle case. La città fino a quel momento era stata approvvigionata dai pozzi. ...

La fontana in Piazza

Il 23 giugno 1884 una fontana fu costruita in Piazza per festeggiare l'inaugurazione dell'acquedotto che portava dalla terraferma l'acqua potabile nelle case.
La città fino a quel momento era stata approvvigionata dai pozzi.

 

 

Processione in Piazza San Marco nel XVI secolo

Le processioni in Piazza San Marco facevano parte di un rituale caratteristico che documenta un aspetto fondamentale della vita della Repubblica. Il Doge, secondo la tradizione bizantina, rivestiva infatti una carica non solo politica, ma anche, sotto un certo aspetto, religiosa. In questa stampa di Giacomo Franco (1550-1620) il lungo baldacchino indica il percorso della processione che esce dalla Porta del Frumento del Palazzo Ducale verso il molo e, dopo aver compiuto il giro della Piazza, entra nella basilica dalla...

Processione in Piazza San Marco nel XVI secolo

Le processioni in Piazza San Marco facevano parte di un rituale caratteristico che documenta un aspetto fondamentale della vita della Repubblica. Il Doge, secondo la tradizione bizantina, rivestiva infatti una carica non solo politica, ma anche, sotto un certo aspetto, religiosa.
In questa stampa di Giacomo Franco (1550-1620) il lungo baldacchino indica il percorso della processione che esce dalla Porta del Frumento del Palazzo Ducale verso il molo e, dopo aver compiuto il giro della Piazza, entra nella basilica dalla Porta di Sant'Alipio. Chiesa, Palazzo e Piazza costituiscono un insieme architettonico e spaziale strettamente collegato nel cerimoniale e simbolicamente unitario.

 

 

La caccia dei tori

La caccia dei tori, in realtà dei buoi, era consentita di solito nel periodo di Carnevale e con il permesso del Consiglio dei Dieci. I tori erano assaliti da cani ammaestrati, mentre erano tenuti dai "tiratori", la cui abilità consisteva nell'aiutare il bovino a sottrarsi all'assalto dei cani. La stampa è tratta da un'incisione del Cadorin del XVII secolo ...

La caccia dei tori

La caccia dei tori, in realtà dei buoi, era consentita di solito nel periodo di Carnevale e con il permesso del Consiglio dei Dieci.
I tori erano assaliti da cani ammaestrati, mentre erano tenuti dai "tiratori", la cui abilità consisteva nell'aiutare il bovino a sottrarsi all'assalto dei cani.
La stampa è tratta da un'incisione del Cadorin del XVII secolo

 

 

 

 

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